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Sin dal 1868, in seguito alle leggi di soppressione delle proprietà ecclesiastiche e in base alla successiva convenzione del 3 settembre tra il Comune e i rettori delle Chiese, la Comunità dei Padri Domenicani assunse l’obbligo di provvedere al mantenimento del culto e alla sua officiatura ordinaria e straordinaria, diventando pertanto responsabile del servizio liturgico e pastorale della basilica di Santa Maria Novella.

In seguito agli imponenti lavori di restauro della basilica di Santa Maria Novella, interamente finanziati dallo Stato italiano per il grande Giubileo del 2000, nel 2001, per iniziativa della comunità domenicana dell’omonimo convento, nasce l'Opera per Santa Maria Novella costituitasi come un'associazione senza fini di lucro. Sin dalla sua costituzione l’Opera stipula con il Comune di Firenze una convenzione per la gestione e la valorizzazione del patrimonio del complesso di Santa Maria Novella, ai fini del miglioramento della conservazione fisica dei beni artistici in esso custoditi, della promozione culturale, nonché del mantenimento del culto.

Il 24 dicembre del 2008 il Fondo edifici di culto del Ministero degli Interni revoca al Comune di Firenze la concessione d’uso sulla basilica concedendone l’uso gratuito, compresa la Sagrestia e la cripta, le strette competenze, nonché i differenti mobili, bibliografici, archivistici e archeologici ivi contenuti, alla Provincia Romana dei Frati Predicatori (Domenicani).

Ciò premesso, la Chiesa resta principalmente casa di preghiera e per tale motivo è sempre garantito il libero accesso alla Cappella della Pura per il culto e per la preghiera, mentre le visite turistiche nella Basilica sono regolate in base ai riti liturgici e alle esigenze che la vita pastorale richiede.